Enterprise Microblogging - Twitter e Pownce in azienda
Riesco finalmente a concludere la serie di post dedicati all’utilizzo di questo strumento all’interno delle aziende. Nelle “precedenti puntate” ho parlato dei potenziali vantaggi e degli strumenti più adatti attualmente sul mercato. In questo post vorrei raccontare l’esperienza che ho avuto, in due aziende che seguo, con l’utilizzo di Twitter e Pownce.
La scelta di utilizzare Twitter e Pownce è giustificata dal fatto che sono, per semplicità e per funzioni, due tra gli strumenti più adatti ad un uso aziendale del microblogging. Pownce in particolare si è contraddistinto, fin dal suo lancio, per una visione differente rispetto agli altri servizi, introducendo lo scambio file e la comunicazione tra singoli o tra gruppi di contatti, che si sposa perfettamente con le esigenze di comunicazione delle aziende coinvolte.
Un inquadramento e una nota sulle aziende. Si tratta di realtà piccole, 10 - 20 dipendenti, per la maggior parte definiti come lavoratori della conoscenza, professionisti non inquadrabili in altri ruoli riconosciuti (medici, architetti, avvocati, ecc…) al lavoro sul settore terziario avanzato. Accanto all’apertura di fronte alle innovazioni della Rete, come l’enterprise microblogging appunto, queste aziende si sono distinte per una netta chiusura nella pubblicizzazione dell’esperimento. Ho provato a far capire loro che si tratta di una forma di pubblicità gratuita, ma preferiscono restare anonime.
La prova è stata condotta adottando per 3 settimane Twitter e 3 settimane Pownce. I profili erano chiaramente privati, data la natura delle informazioni che vi potevano circolare. C’è stata una lezione di introduzione sugli strumenti e durante i primi 2/3 giorni era raccomandato l’uso della pagina web, per semplificare le cose. In seguito le persone potevano optare per un client (Twhirl su tutti) o meno.
Nessuno dei dipendenti conosceva Twitter o Pownce prima dell’uso, se non per nome. Non ci sono state alcune indicazioni precise sull’uso da fare, se non con la presentazione dei possibili vantaggi e l’illustrazione di alcune case histories. Poi si è scelto di lasciare utilizzare il servizio secondo le modalità che potevano sembrare più utili all’interno degli uffici.
Si è così passati da un uso serio, esclusivamente incentrato attorno alle attività lavorative, ad un uso libero, nel quale assieme ad informazioni strettamente lavorative, circolavano messaggi personali. Anche se non è sempre così facile distinguere i micro-post.
Discutendo con una ragazza fuori dall’orario di lavoro: “Ho mandato due volte una mail per un lavoro che sembrava urgente e non ho avuto nessuna risposta. Poi ho guardato il canale (il flusso dei messaggi) ed ho visto che il capo era impegnato su un nuovo progetto. Ho lasciato in sospeso la questione, per tirarla fuori a riunione finita.”
E assieme a questo sono stati tanti i feedback positivi e gli esempi validi a confermare una stabile collocazione dello strumento all’interno delle realtà aziendali.

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Non è stato fatta un’analisi completa sull’andamento della produttività nel periodo di prova, tuttavia si è stimato un calo del 40/50% dei messaggi email interni a favore di 10/15 messaggi al giorno in media per persona.
Nel caso di Pownce i messaggi variavano molto come numero perché in un’azienda, che ha poi deciso di tenerlo, ha progressivamente sostituito l’IM. Assieme a messaggi aziendali erano presenti messaggi riservati ad un collega o ad un gruppo di colleghi. Di conseguenza Skype, lo strumento più diffuso come IM, è stato utilizzato solo per le comunicazioni all’esterno.
I messaggi diretti su Twitter, al contrario, non hanno avuto molto successo, in particolare per l’uso “serio”.
Dai colloqui informali con le persone i maggiori vantaggi percepiti sono stati:
1. Essere aggiornati senza interruzioni
2. Aggiornare chi interessato senza interferire e da qualsiasi posto
3. Registro delle attività proprie e dei colleghi
Alla fine della prova, come già anticipato, un’azienda ha deciso di mantenere Pownce, mentre l’altra sta facendo un utilizzo moderato di Twitter



